Consumatori internet e TVIl sito è stato trasferito all’indirizzo numeri.amelya.com, dove sono disponibili tutti i nuovi aggiornamenti  – Secondo un’indagine condotta da Ibm in Usa, Australia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, le abitudini dei consumatori si spostano verso un sempre maggiore uso di internet, e parallelamente dei cellulari di ultima generazione, a danno della TV, con importanti conseguenze per il mercato pubblicitario. Internet si avvia a diventare la principale fonte di intrattenimento, specialmente tra i più giovani.

Dal sito del Sole-24 Ore:

Più internet e meno tv: così cambiano le abitudini dei consumatori

di Sara Deganello

Più internet e meno tv: così cambiano le abitudini dei consumatori secondo un’indagine condotta da Ibm in Usa, Australia, Gran Bretagna, Germania, Giappone. Per informarsi e guardare contenuti video gli utenti si siedono davanti al computer, cercano on line o utilizzano supporti mobili multimediali – coi cellulari di ultima generazione in prima fila – mentre perde appeal la cara vecchia televisione.

Secondo la ricerca Ibm, il 19% degli intervistati ha dichiarato di navigare su internet a scopo personale per almeno 6 ore al giorno. Resiste invece per lo stesso tempo davanti alla tv solo il 9% dei telespettatori. Il 66% guarda la televisione da una a quattro ore al giorno. Il 60% usa internet per lo stesso tempo. L’81% dei consumatori interpellati vede già – o sarebbe pronta a farlo – contenuti video sul pc. Il 23% lo fa utilizzando gadget portatili multimediali. Il 18% ha un abbonamento ad un quotidiano on line. La conoscenza, l’informazione, insieme alle occasioni di svago e a molte esperienze culturali, viaggiano ormai sulla rete: «Internet sta diventando la principale fonte di entertainment del pubblico – ha commentato Saul Berman, di Imb Media & Entertainment Strategy – e soprattutto tra i consumatori dai 18 ai 34 anni la televisione sta perdendo terreno a favore del telefono cellulare e del pc».

In molti hanno già lasciato la televisione satellitare o via cavo tuffandosi nel mondo di internet e delle sue innumerevoli possibilità. Il 9% degli inglesi e degli australiani insieme al 7% degli statunitensi hanno pubblicato sul web contenuti videouser generated. Una fetta tra il 20 e il 35% degli intervistati ha inoltre dichiarato di contribuire ai siti di social networking. La motivazione non è legata a scopi di lucro, ma soprattutto per spirito di comunità e ricerca. Così la tv perde utenti, mentre li acquistano YouTube, MySpace, Facebook.

Il cambiamento nelle abitudini dei consumatori ha incidenza sul mondo della pubblicità legata ai contenuti video e di informazione. Secondo Ibm non è più pensabile di sottovalutare il fenomeno: le agenzie di pubblicità dovranno diventare veicolo di notizie per utenti abituati alla multimedialità e all’interattività. Bill Battino, del settore comunicazione di Ibm Global Business Services, non ha dubbi: «Gli operatori dei media e dell’entertainment dovranno trovare strade più efficaci per diffondere messaggi pubblicitari permission based e relativi servizi di rating basati sul feedback dei consumatori». La strada del marketing one to one è segnata.

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