Poche donne nell’Open Source
12 Giugno 2007
Il sito è stato trasferito all’indirizzo numeri.amelya.com, dove sono disponibili tutti i nuovi aggiornamenti - Un rapporto dell’Unione Europea ha messo in evidenza come siano donne solamente l’1,5% degli appartenenti alla comunità FLOSS (Free/Libre Open Source Software). Nel settore del software proprietario, la presenza femminile è invece del 28%. Come mai così tanta differenza?
- Scarica il report europeo (pdf, 365 Kb)
Evidentemente, all’interno dei gruppi sociali che sviluppano tali tipologie di software, si creano delle dinamiche che tendono ad escludere le donne. Ad esempio:
- le donne sono attivamente (anche se inconsciamente) escluse, piuttosto che essere disinteressate, a causa di una certa tendenza a negare l’influenza delle costruzioni sociali nelle scelte individuali;
- la comunità F/LOSS persegue un’etica “hacker” che situa i suoi membri al di fuori delle regole di interazione sociale comunemente accettate dal resto del mondo, e di cui le donne sono le principali osservanti;
- si tende ad esaltare la produzione di codice, piuttosto che di software (progettazione di interfacce, redazione di documentazione);
- le donne cominciano più tardi ad usare il PC, quindi risultano meno esperte e autonome dei coetanei maschi, col risultato di venire scoraggiate dal chiedere aiuto e di fatto costrette ad abbandonare il campo;
- molti partecipanti, per guadagnare reputazione, adottano un atteggiamento aggressivo, il quale scoraggia i nuovi venuti e le persone con meno esperienza o fiducia nelle proprie capacità;
- le donne hanno minor possibilità di svolgere lavoro volontario ritagliato al di fuori di quello retribuito, a causa del carico del lavoro domestico.
Notizia segnalata su TechnéDonne.
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