Cinque modi per trasformare la distrazione
31 gennaio 2010
Quando meditiamo ci concentriamo sul qui ed ora: il respiro, il proprio corpo, le sensazioni, le emozioni. Ma i pensieri sono sempre in agguato: basta un niente e la mente comincia a correre da un pensiero all’altro e ci sembra che stiamo consumando inutilmente tutto il tempo che ci siamo dati. Ho già scritto di vari metodi per riportare la mente al respiro. Ma il problema è: cosa proviamo quando realizziamo che siamo preda dei pensieri, che ci distolgono dalla concentrazione (“samadhi”)? Rabbia? Frustrazione? Pensiamo di non essere capaci o di essere inadeguati?
Qui vorrei proporre cinque motivi per non scoraggiarci. Anzi, per accogliere come normale e persino accettabile la continua distrazione, il vagare della mente da un pensiero all’altro.
Il potere rilassante del respiro
12 gennaio 2010
Se c’è una cosa che facciamo per tutta la vita, senza mai smettere, giorno e notte, è respirare. Ma non ci facciamo troppo caso, eccetto quando siamo seduti in meditazione, dove – tramite la consapevolezza del respiro (“Anapanasati“) – possiamo aprirci la porta ad una comprensione profonda della realtà, stando a contatto con ciò che avviene realmente nel momento presente. Ma il nostro cervello è così abituato a pensare di continuo, che ci distrae con grande facilità. Seguire il respiro è dunque un’abilità che si conquista col tempo, grazie anche a qualche accorgimento. Con questo articolo inauguro una serie dedicata ai metodi per stare col proprio respiro e goderne i benefici.
Richiamare alla mente le proprie qualità
23 dicembre 2009
Sta per arrivare il Natale, giorno dedicato alla nascita e alla rinascita in ognuno di noi. Perciò vi propongo una meditazione guidata molto efficace, che ci aiuta a riconoscere le qualità che abbiamo già dentro, in modo che possano crescere e donarci realmente nuova vita.
Il metodo proposto è abbastanza semplice. Qualunque sia la nostra personalità, e soprattutto qualsiasi sia l’opinione che abbiamo di noi stessi, possiamo riconoscere che, nella nostra mente, sono comunque presenti dei “semi” positivi. Delle qualità, anche se, in certi casi, poco visibili. Con la meditazione, possiamo riconoscerle una per una, individuarne il valore rigenerante e così creare le premesse per farle crescere.
Guarire guardando in profondità
6 dicembre 2009
Questo esercizio di meditazione guidata – che si può svolgere anche da soli, grazie a questa registrazione audio che ho predisposto – è consigliato alle persone con un minimo di esperienza, nella pratica di meditazione.
Non che sia difficile, ma per chi si cimenti per la prima volta, è meglio qualcosa di più basilare, come questo o quest’altro. Il testo è tratto dal libro di Thich Nhat Hanh, Lo splendore de loto.
L’esercizio è stato concepito, in particolare, per chi sinora non è riuscito a stabilire una relazione stabile e felice coi propri genitori. È una delle cause più frequenti di infelicità! Ma è lo stesso utile per tutti, perché ci aiuta a guardare in profondità alle nostre più autentiche radici.
Un video di Thich Nhat Hanh in italiano
11 novembre 2009
Ecco un breve filmato (6 minuti) del maestro zen Thich Nhat Hanh, che sintetizza in poche parole il suo insegnamento sulla consapevolezza come fonte di felicità. Questo è il primo video reso disponibile in rete in italiano, di questo maestro molto seguito in tutto il mondo ed anche nel nostro Paese.
I sottotitoli sono frutto della traduzione Read the rest of this entry »
C’è pace e libertà al cimitero
2 novembre 2009
Oggi è il giorno dei morti. I cimiteri si affollano di vivi, col loro carico di parole e movimenti. Normalmente, però, i cimiteri sono luoghi di grande pace, da cui è possibile trarre molto nutrimento benefico. Ecco un esempio di meditazione che può essere svolta all’interno di questi quieti recinti, in compagnia di coloro che ci hanno preceduti.
Inspirando, mi sento come un fiore
20 ottobre 2009
Ecco un altro esercizio di meditazione audio-guidata, anch’esso basato su uno schema proposto da Thich Nhat Hanh nel libro Lo splendore del loto. Si tratta, anche in questo caso, di un’attività adatta ai principianti, come ai più esperti, con lo scopo di calmare e nutrire il corpo e la mente. Stavolta vengono utilizzate 4 visualizzazioni: un fiore; una montagna; uno specchio d’acqua; lo spazio. Oltre al file audio in mp3 da ascoltare con le cuffiette, riporto il testo, perché le frasi da utilizzare sono facilmente memorizzabili.
L’abitudine di vivere felicemente
12 ottobre 2009

Di seguito riporto una sintesi in italiano di uno splendido discorso in inglese che il maestro zen Thich Nhat Hanh ha tenuto il 29 giugno 2009, presso Plum village, in Francia. Il discorso si può ascoltare scaricandolo dal web in formato mp3 (1a parte – 2a parte). Dura in tutto 70 minuti (consiglio di tagliare i primi 7, che non appartengono al discorso). È un inglese molto semplice, facile da capire. Questa sintesi potrà aiutarvi a capirlo ancora meglio.
Tre modi gentili per lasciare andare i pensieri
7 ottobre 2009
Durante la meditazione, capita che insorgano dei pensieri, i quali ci distolgono dalla pratica desiderata, perché ci allontanano dall’attenzione per il “qui ed ora” che è, per l’appunto, lo scopo della meditazione stessa. Il vagare da un pensiero all’altro è tipico della mente umana, non è solo un “limite” del principiante che tenta, magari con poco successo, di concentrarsi sul respiro. Ciò che serve è dunque di assumere un atteggiamento equanime, nei confronti dei propri pensieri, per imparare a riconoscerli e, in qualche modo, gestirli, ma senza rimproveri nei confronti di noi stessi. Qui propongo tre diversi stratagemmi, da me sperimentati, per affrontare in completa serenità questo che si tende a percepire come il principale problema rispetto alla meditazione.
Meditazione dello spogliarsi e del rivestirsi
6 ottobre 2009
Se c’è una cosa che facciamo tutti i giorni è spogliarci e rivestirci. Perché non cercare allora di cogliere appieno la bellezza e la profondità di questo gesto, che di solito compiamo mentre pensiamo a tutt’altro? Ti propongo un semplicissimo esercizio, caro lettore del blog, che puoi sperimentare la sera o la mattina, se hai l’abitudine di dormire col pigiama.
Poniamo il caso che sia inverno, o una di quelle mezze stagioni in cui fa un po’ fresco. Prima di iniziare a spogliarmi, lascio passare qualche respiro senza fare niente, così prendo contatto con le mie attuali sensazioni. Mi tolgo un indumento, ad esempio la camicia. Read the rest of this entry »